Un vero salto nel passato ,ecco quello che mi è capitato ieri sera.Nel pomeriggio incontro un amico che vende dvd a cui avevo chiesto il cofanetto del tempo delle mele memorabile film della mia ormonica adolescenza .Metto il dvd nel lettore e gia alle prime nota della famosa REality di richard sanderson faccio un salto temporale nel passato di ben 24 anni. Credo che dalla prima volta che lo avevo visto a 15 anni di non averlo più rivisto interamente.Un vero Flashback le musiche i vestiti dei protagonisti le macchine ,mi sono anche commosso. Una delle scene clou rimane quella dove Vic e il suo fidanzatino ballano reality con le cuffie del walkman mentre attorno tutti gli altri si scatenano in maniera esagerata . Loro completamente avulsi da quel mondo come fossero loro due soli,un a situazione in cui anch’ io da 15 enne avrei voluto trovarmi. In quelli anni proprio sull’ onda del film cominciai anch ‘io con l aiuto di amici a organizzare feste il sabato pomeriggio .Venivano organizzate di solito in vecchi garage non in uso di amici “facoltosi” oppure in qualche cantina che ormai non serviva più a far stagionare prosciutti e vini: Si compravano quattro faretti colorati una centralina per fare l effetto psichedelico alle luci si dipingevano le pareti di nero ,in quegli anni andava anche molto l effetto optical,quindi pavimento a quadri bianchi e neri e la nosta discoteca era pronta. Ogni sabato si organizzava e le musiche spaziavano dagli Immagination a Gianni togni, ma il vero clou la canzone messa come minimo 20 volte in un pomeriggio era proprio lei l unica l irripetibile Reality di richard sanderson ed in quei minuti in cui scoprivamo per le prime volte l imbarazzo delle nostre adolescenziali erezioni ci sentivamo tutti un pò gli interpreti del Tempo delle mele
Il commento lasciato al mio blog di ieri mi porta a fare una serie di considerazioni. Se realmente bastassero due settimane senza vedere la tv e soprattutto senza vedere i telegiornali per farmi passare la melanconia che mi pervade comincerei da adesso in questo preciso istante,ma vi è un solo piccolo ma importantissimo problema :Io non guardo quasi mai la televisione. Quindi la situazione si fa problematica. Anzi penso che proprio il fatto di non guardare la televisione sia una delle colpe per cui ho questi pensieri,e citando un passo della bibbia “Ecclesiaste capitolo 2 chi accresce il suo sapere accresce il suo dolore” Sono totalmente convinto che se fossi un onnivoro televisivo probabilmente non avrei pensieri e parole nere da scrivere. La convinzione di questo mi viene anche dalla relazione avuta anni fa con una ragazza. Il suo sapere era totalmente televisivo ,conosceva ogni soap ogni reality ogni tronista ogni personaggio di qualunque programma televisivo ,nulla la turbava ,mai un pensiero triste mai un momento di debaclè e solo oggi me ne rendo conto in fondo che forse vive meglio lei. La questione a questo punto è: meglio vivere nel inconsapevolezza e godere di ogni cosa in maniera naturale e senza grandi aspettative o vivere nella consapevolezza e soffrire ogni giorno di questa?
P.S ....Adoro soffrire di felicita acuta
Una cosa singolare e incredibile mi è capitata due volte nella stessa settimana. Vi è mai capitato di pensare alla morte?E di pensare in quel frangente ad una musica che ben si accompagnerebbe con la vostra dipartita?Beh in questi ultimi mesi ho spesso pensato alla morte come unica via d uscita ,ad una vita noiosa,difficile e priva di qualunque “felicita” anche solo momentanea. Ma quella morte la vedevo come una cosa triste piena di sangue,il corpo sfracellato su delle acuminate pietre,tra aghi di pino e foglie morte ,oppure la morte lenta e poco violenta di un flacone di barbiturici . Ma in queste due situazioni che dicevo sopra l atmosfera era diversa di una perfezione quasi stucchevole,paradisiaca ,il contesto in entrambi le volte era lo stesso in automobile,in autostrada e un pezzo di musica classica in entrambi i casi ,solo l’ orario era diverso una volta al mattino presto e l’altro al ora che volge al desio due momenti della giornata che adoro .La luce era incantevole,la quiete assoluta anche nel rumore incessante di automobili che sfrecciavano ,l aria mi scarmigliava i capelli e dall’ autoradio la prima volta uscivano le note di una composizione di Claude Debussy intitolata .Au clair de lune un opera di solo pianoforte di una bellezza estrema ,insomma tutto in quel momento era perfetto bastava non sterzare su quella lunga e veloce curva andare dritto e volare da un viadotto altissimo in quel preciso istante sarei volato per oltre
....e lunghe ore a ingannarci cosi'
a dire lui e lei,sempre gli altri
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui
e charlie brown e mafalda e la scuola
storie un po' vere a volte inventate
nei pomeriggi d inverno e d' estate
di strani voli su una parola .
Quando cantavo "ritornerai "
tu mi guardavi e ridevi piu forte
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu
e mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto
giovane amore ,fiore non colto
o forse si ,ma da un altra mano .
E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene
a volte credo di esserne certo
a volte invece sembra tutto uno scherzo
fuggono gli occhi come falene
quello che vuoi io non ti diro'
quello che voglio non sentiro'
quello che cè dietro l indifferenza .
E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato
quello che provo l' ho sempre provato
e credo ancora in cio in cui credevo
e il fiocco nero è l' unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei te amica mia.
Ma dimmi tu non è meglio cosi?
immaginare ed illudersi sempre
qui ad aspettare qualcosa o niente
qui ad aspettare un no o un si
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo
cosi studiato giorno per giorno
fatto di gtanti cristalli di brina